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Nelle fiabe satiriche di Michail Saltykov-Ščedrin, il mondo familiare della fantasia diventa uno specchio della società umana. Gli animali discutono di giustizia, i potenti pretendono obbedienza e i più deboli cercano di sopravvivere con prudenza, ingegno o pazienza. Dietro le situazioni fantastiche emergono i rapporti tra chi comanda e chi subisce, la dipendenza dal lavoro altrui, la paura del cambiamento e l’abitudine a giustificare l’ingiustizia. Una vicenda apparentemente semplice porta alla luce le contraddizioni che i personaggi preferirebbero ignorare.
Lo scrittore unisce il racconto popolare all’ironia, al grottesco e al linguaggio dei proclami ufficiali. Il sorriso assume spesso un tono amaro: la prudenza si trasforma in paura paralizzante, le belle parole nascondono la crudeltà e le promesse di bontà non cambiano la sorte degli indifesi. Queste brevi allegorie mostrano diverse sfumature della sua satira e pongono domande sulla coscienza, la dignità, il lavoro e la responsabilità personale.